Per potenziare l'abilità finomotoria e le abilità visuospaziali eccovi dei simpatici labirinti.
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mercoledì 2 maggio 2012
domenica 29 aprile 2012
Cos'è il gioco?
Dopo esserci stata e aver "toccato con mano", VI SEGNALO una manifestazione di carattere ludico ed aggregativo dedicata al tempo libero delle famiglie con figli in età compresa fra i 2 ed i 12 anni; potrete giocare, sperimentare con i vostri figli senza dover comprare nulla!!! E' un evento da mettere assolutamente, ogni anno, in agenda: SERIDO'
COS'E' IL GIOCO?
Non vi è una definizione di gioco unica e universalmente accettata. Il gioco è considerato l’opposto del lavoro. E’ un’attività che ha come scopo principale il piacere di svolgere l’attività stessa, non il risultato ottenuto. Il suo carattere definalizzato risiede nel fatto che l’interesse del giocatore si rivolge all’attività in sé e non è mosso dall’attesa degli esiti e dei prodotti che potrebbero derivarne.
Visto in ottica etologica e psicologica il gioco, invece, è un potente mediatore per avviare l’apprendimento perché comporta l’attivazione dei piani motorio, emotivo, intellettuale, relazionale e sociale.
Madre natura, infatti, ha dotato i suoi cuccioli di una forte inclinazione a giocare perché il gioco è la via più lieve e flessibile per entrare in contatto con ciò che non si conosce, per osare ed intraprendere superando le iniziali paure e incertezze. L’attività ludica, durante l’età evolutiva dell’uomo e di alcuni animali, è la forma più naturale e spontanea di apprendimento.
Più che una semplice attività ricreativa il gioco, quindi, nelle sue molteplici forme, è una creazione indispensabile per entrare in contatto con il mondo, esplorare i diversi ruoli sociali, imparare abilità, acquisire una propria identità, regolare i conflitti.
Il gioco, indi, è ad un tempo conoscenza, divertimento, piacere, socialità.
Attraverso il gioco, inoltre, il bambino incomincia a comprendere come funzionano le cose: che cosa si può o non si può fare con determinati oggetti, si rende conto dell'esistenza di leggi del caso e della probabilità, di regole di comportamento che vanno rispettate. L'esperienza del gioco insegna al bambino ad essere perseverante e ad avere fiducia nelle proprie capacità; è un processo attraverso il quale diventa consapevole del proprio mondo interiore e di quello esteriore, incominciando ad accettare le legittime esigenze di queste sue due realtà. Come afferma Stern, quindi, gli esseri umani sviluppano col gioco le loro naturali capacità, col gioco il bambino arriva attraverso i sensi a comprendere il mondo esterno, acquista padronanza sui suoi movimenti, impara ad esprimersi e a comunicare le sue idee con la parola.
Per un bambino il gioco e la vita si sovrappongono e si completano.
L’attività ludica costituisce quindi l’esperienza “di fondo” di tutta la vita infantile.
Il gioco, inoltre, è fondamentale nella strutturazione della personalità. Nel gioco, infatti, i bambini: si esercitano in ruoli nuovi, esprimono le loro emozioni, provano a dare un senso alle esperienze e affrontano sia la realtà che la fantasia.
Il gioco di un bambino è influenzato da fattori che dipendono dai genitori, dalle sue esperienze con i coetanei, dal materiale disponibile, dalla scuola e dai media.
Visto in ottica interculturale, infine, il gioco può avvicinare culture diverse, creando spazi di relazione che permettono la comprensione ed il superamento di differenze culturali.
In un'ottica psicologica, Jean Piaget sostiene che l’attività ludica orienta verso uno sviluppo completo. A suo avviso il gioco infantile va interpretato come un addestramento al futuro, alle attività contemplate dalla vita adulta. Afferma anche che l’attività ludica facilita la socializzazione, attraverso giochi a carattere comunitario e mediante l’assimilazione di un corpus di principi-guida che favoriscono il rispetto delle regole sociali da parte del soggetto in età evolutiva. Riconosce, inoltre, al gioco una funzione centrale nello sviluppo dell’intelligenza, attraverso le varie fasi cognitive che scandiscono la crescita individuale nella sua interazione con il mondo e nel mondo, fasi che sono come tante tappe che consentiranno al fanciullo di costruirsi una personalità ed elaborare individualmente una serie di conoscenze e nozioni utili alla formazione della sfera cognitiva.
Piaget, infatti, parte dalla convinzione che il gioco sia la "più spontanea abitudine del pensiero infantile".
Non vi è una definizione di gioco unica e universalmente accettata. Il gioco è considerato l’opposto del lavoro. E’ un’attività che ha come scopo principale il piacere di svolgere l’attività stessa, non il risultato ottenuto. Il suo carattere definalizzato risiede nel fatto che l’interesse del giocatore si rivolge all’attività in sé e non è mosso dall’attesa degli esiti e dei prodotti che potrebbero derivarne.
Visto in ottica etologica e psicologica il gioco, invece, è un potente mediatore per avviare l’apprendimento perché comporta l’attivazione dei piani motorio, emotivo, intellettuale, relazionale e sociale.
Madre natura, infatti, ha dotato i suoi cuccioli di una forte inclinazione a giocare perché il gioco è la via più lieve e flessibile per entrare in contatto con ciò che non si conosce, per osare ed intraprendere superando le iniziali paure e incertezze. L’attività ludica, durante l’età evolutiva dell’uomo e di alcuni animali, è la forma più naturale e spontanea di apprendimento.
Più che una semplice attività ricreativa il gioco, quindi, nelle sue molteplici forme, è una creazione indispensabile per entrare in contatto con il mondo, esplorare i diversi ruoli sociali, imparare abilità, acquisire una propria identità, regolare i conflitti.
Il gioco, indi, è ad un tempo conoscenza, divertimento, piacere, socialità.
Attraverso il gioco, inoltre, il bambino incomincia a comprendere come funzionano le cose: che cosa si può o non si può fare con determinati oggetti, si rende conto dell'esistenza di leggi del caso e della probabilità, di regole di comportamento che vanno rispettate. L'esperienza del gioco insegna al bambino ad essere perseverante e ad avere fiducia nelle proprie capacità; è un processo attraverso il quale diventa consapevole del proprio mondo interiore e di quello esteriore, incominciando ad accettare le legittime esigenze di queste sue due realtà. Come afferma Stern, quindi, gli esseri umani sviluppano col gioco le loro naturali capacità, col gioco il bambino arriva attraverso i sensi a comprendere il mondo esterno, acquista padronanza sui suoi movimenti, impara ad esprimersi e a comunicare le sue idee con la parola.
Per un bambino il gioco e la vita si sovrappongono e si completano.
L’attività ludica costituisce quindi l’esperienza “di fondo” di tutta la vita infantile.
Il gioco, inoltre, è fondamentale nella strutturazione della personalità. Nel gioco, infatti, i bambini: si esercitano in ruoli nuovi, esprimono le loro emozioni, provano a dare un senso alle esperienze e affrontano sia la realtà che la fantasia.
Il gioco di un bambino è influenzato da fattori che dipendono dai genitori, dalle sue esperienze con i coetanei, dal materiale disponibile, dalla scuola e dai media.
Visto in ottica interculturale, infine, il gioco può avvicinare culture diverse, creando spazi di relazione che permettono la comprensione ed il superamento di differenze culturali.
In un'ottica psicologica, Jean Piaget sostiene che l’attività ludica orienta verso uno sviluppo completo. A suo avviso il gioco infantile va interpretato come un addestramento al futuro, alle attività contemplate dalla vita adulta. Afferma anche che l’attività ludica facilita la socializzazione, attraverso giochi a carattere comunitario e mediante l’assimilazione di un corpus di principi-guida che favoriscono il rispetto delle regole sociali da parte del soggetto in età evolutiva. Riconosce, inoltre, al gioco una funzione centrale nello sviluppo dell’intelligenza, attraverso le varie fasi cognitive che scandiscono la crescita individuale nella sua interazione con il mondo e nel mondo, fasi che sono come tante tappe che consentiranno al fanciullo di costruirsi una personalità ed elaborare individualmente una serie di conoscenze e nozioni utili alla formazione della sfera cognitiva.
Piaget, infatti, parte dalla convinzione che il gioco sia la "più spontanea abitudine del pensiero infantile".
giovedì 29 marzo 2012
Giochi per facilitare l'apprendimento
Giochi da fare,
disfare, inventare,
in casa o in classe
per stimolare l'apprendimento nei bambini con difficoltà e non.
Giochi visivi
Il bambino discrimina forme, dimensioni e colori attraverso attività-gioco. Il bambino discrimina forme diversamente orientate nello spazio, individua somiglianze e differenze e memorizza stimoli visivi
Giochi tattili
Un bambino a turno viene bendato e invitato a riconoscere oggetti attraverso il tatto seguendo la seguente sequenza di proposte:
° il bambino cerca un oggetto stabilito tra una serie posta sul tavolo
° il bambino nomina gli oggetti a mano a mano toccati seguendo la direzione sinistra-destra
° il bambino definisce le qualità dell’oggetto ° il bambino inventa qualità assurde relativamente all’oggetto toccato
° il bambino esplora attraverso il tatto forme relative ai grafemi alfabetici
Giochi uditivi
· il bambino ascolta ad occhi bendati un suono o un rumore e ne individua la provenienza
· il bambino ascolta ad occhi bendati un suono e un rumore e ne individua la fonte
· il bambino ascolta e riconosce due suoni simili
· il bambino riconosce la differenza tra rumore, suono e fonema
· il bambino ascolta una serie di suoni e li riproduce nella giusta sequenza
· il bambino ascolta una serie di parole e le ripete nella giusta sequenza
· il bambino ascolta una serie di suoni registrati e individua il suono richiesto dall’insegnante o dai compagni
· il bambino ascolta suoni e rumori registrati ed abbina ad ognuno di essi l’immagine corrispondente
· il bambino sceglie tra una serie di immagini, quelle il cui nome inizia con lo stesso fonema
· il bambino riempie insiemi con immagini il cui nome inizia con il fonema stabilito
Giochi per conoscere il corpo
· il bambino tocca sul proprio corpo le parti nominate dall’insegnante o da un compagno
· il bambino esegue con il proprio corpo consegne verbali di questo tipo:
· alza un braccio
· chiudi gli occhi
· apri la bocca
· siediti all’indiana
Giochi acrobatici
· il bambino imita posizioni assunte dall’adulto
· il bambino imita posizioni rappresentate con le immagini
· in posizione supina solleva la palla con i piedi
· in posizione prona solleva la palla con le mani
· in piedi fa rimbalzare a terra la palla con le mani
· il bambino assume posizioni e le descrive
Giochi destra-sinistra
· alza la mano che ti serve per disegnare
· alza la mano che ti serve per mangiare
· lancia la palla verso destra
· tocca il piede sinistro
· fai tre passi a destra
· colpisci con la palla il birillo a sinistra
Giochi di equilibrio
· in piedi ad occhi chiusi conta fino a dieci
· in equilibrio su un piede solo conta fino a cinque
· in equilibrio sulle punte dei piedi conta fino a cinque
· esegue attività di equilibrio dinamico:
· saltella a piedi uniti
· saltella a piedi uniti e divaricati
· saltella alternativamente prima su un piede, poi sull’altro
· saltella su un piede solo
· saltella tra una serie di ostacoli senza urtarli
· cammina sulle punte
· cammina sui talloni
Le andature mimiche
· Saltare come conigli.
· Camminare fingendo di essere giganti(sollevando il più possibile le braccia e in punta di piedi.
· Camminare fingendo di essere nanetti.
· Camminare al rallentatore(cioè molto lentamente).
· Camminare fingendo di avere molta fretta.
· Camminare fingendo di trascinare qualcosa di molto pesante.
· Camminare facendo più rumore possibile.
· Camminare silenziosamente.
· Camminare allegramente.
· Camminare tristemente.
Movimenti in sequenza
Il bambino esegue sequenze motorie su imitazione e su richiesta verbale
· braccia in alto-mani alle spalle
· braccia in alto-mani alle spalle-mani ai fianchi
· battere le mani in alto-mani alle spalle-battere le mani a destra e sinistra
· toccati il capo- tocca le spalle- tocca le gambe”
· toccati il capo- tocca le spalle-tocca le gambe-batti le mani”
· toccati il capo,-tocca una spalla-tocca l’altra spalla- tocca le gambe-batti le mani”
· il bambino esegue sequenze motorie invertendo la sequenza proposta dall’adulto.
Seguire con gli occhi
· il bambino esegue un percorso a ostacoli
· il bambino cammina su una linea tracciata sul pavimento
· il bambino lancia la palla nel canestro
· il bambino colpisce con la palla un gruppo di birilli
· il bambino lancia e riafferra la palla
· il bambino lancia la palla, la fa rimbalzare e la riafferra
· il bambino colpisce ripetutamente un palloncino evitando di farlo cadere
· il bambino esegue percorsi grafici
· il bambino esegue ripassi grafici
· il bambino esegue sequenze grafiche
· il bambino riproduce grafemi rispettando le corrette sequenze grafo-motorie
Uno spazio da conoscere
· il bambino esegue consegne verbali relative a relazioni spaziali
· il bambino riproduce immagini rispettando relazioni spaziali
· il bambino descrive la posizione di oggetti nello spazio
· il bambino disegna rispettando le consegne verbali dell’insegnante
· il bambino riproduce disegni e grafemi rispettando le relazioni spaziali
Le azioni nel tempo
· il bambino rappresenta mimicamente una situazione suggerita dall’adulto rispettando la sequenza delle azioni.
· il bambino rappresenta mimicamente una situazione a piacere, che l’adulto dovrà indovinare.
· il bambino indovina un’azione rappresentata dall’adulto attraverso la mimica.
· il bambino verbalizza una sequenza di azioni che l’adulto ha rappresentato attraverso la mimica.
· il bambino verbalizza situazioni di vita quotidiana rispettando la sequenzialità delle azioni.
· il bambino esegue sequenze di azioni su consegna verbale(“Appunta la matita gialla e disegna un sole; prendi questo pezzo di carta, piegalo e gettalo nel cestino).
· il bambino individua se le azioni descritte dall’adulto sono sequenzialmente corrette oppure no.
· il bambino ascolta una sequenza di azioni verbalizzata dall’adulto ed eseguirla al contrario attraverso la mimica. casa; disegna prima rispettando la consegna verbale( “disegna prima un fiore, poi un fungo, poi una mela..”.)
· il bambino riordina in sequenza temporale una serie di scenette relative a situazioni di vita quotidiana.
· il bambino riordina in sequenza temporale una serie di vignette relative a una storia ascoltata.
· il bambino riordina in sequenza temporale una serie di vignette cercando di ricostruire una storia già nota( ad esempio una fiaba).
· il bambino riordina in sequenza coppie di immagini individuando e verbalizzando la relazione causa-effetto.
· il bambino descrive situazioni di contemporaneità
Ritmo!
· il bambino ascolta e riproduce un ritmo eseguito dall’adulto.
· il bambino ascolta e riproduce un ritmo rispettando battute e pause.
· il bambino ascolta e riproduce un ritmo rispettando battute, pause e intensità.
· il bambino fa corrispondere una battuta di mani a ciascuno degli oggetti disposti su un piano( partire da minime quantità per aumentare gradualmente la difficoltà).
· il bambino ritma con battute e pause una sequenza di blocchi logici disposti sul tavolo dall’adulto.
· il bambino scandisce un ritmo rappresentato graficamente alla lavagna dall’adulto.
· il bambino scandisce un ritmo grafico rispettando pause e intensità.
· il bambino ascolta una sequenza di battute e la rappresenta graficamente.
· il bambino ascolta una sequenza di battute e pause e la rappresenta graficamente.
· il bambino ascolta una sequenza di battute di diversa intensità intervallate da pause e la rappresenta graficamente
Dottssa Myriam Frittoli
Si ringrazia il sito la dislessia.org per le stimolanti indicazioni
mercoledì 21 marzo 2012
Il cestino dei tesori
Anche se i
nostri bimbi non sanno ancora muoversi in autonomia, gattonando o camminando,
possono già iniziare a “scoprire” il mondo già da seduti.Ecco come.
Il cesto dei
tesori è un gioco inventato oltre trent’anni fa da Elinor Goldschmied, una
psicopedagogista britannica e rivolto ai bambini di età compresa fra i 6 e i 10
mesi.
In questo periodo infatti iil bambino:
* sperimenta e coordina le sue funzioni motorie, percettive e spazio-temporali
* afferra, dondola, lancia, sbatte, porta alla bocca gli oggetti
* il piacere che deriva da questi giochi, spinge il bambino a ripeterli più volte consentendogli il riconoscimento e la generalizzazione
In questo periodo infatti iil bambino:
* sperimenta e coordina le sue funzioni motorie, percettive e spazio-temporali
* afferra, dondola, lancia, sbatte, porta alla bocca gli oggetti
* il piacere che deriva da questi giochi, spinge il bambino a ripeterli più volte consentendogli il riconoscimento e la generalizzazione
Il cesto dei
tesori consiste in un cesto di vimini o altro materiale naturale di circa 35 cm
di diametro e circa 12 cm di altezza (ma io per comodità ho usato anche le
scatole di latta dei biscotti) riempito con oggetti vari che hanno la
caratteristica di essere “non strutturati”, sono cioè oggetti molto semplici
fatti esclusivamente con materiali naturali: legno, metallo, gomma, carta,
tessuto, pelle, pelo, cartone, corno ecc.
Meglio evitare gli oggetti di plastica e qualunque oggetto di altro materiale sintetico.
Meglio evitare gli oggetti di plastica e qualunque oggetto di altro materiale sintetico.
Ai bambini,
seduti di fronte al cesto viene lasciata massima libertà di esplorare gli
oggetti che preferiscono, gli oggetti vengono afferrati, toccati, passati da
una mano all’altra e portati alla bocca, esaurita l’esplorazione di un oggetto
il bambino ne sceglierà un altro. Il ruolo dell’adulto in questo gioco è
tendenzialmente quello di osservatore.
Durante il
gioco col cesto dei tesori i bambini dimostrano una grande capacità di
concentrazione, il gioco riesce a coinvolgerli per intervalli di tempo che,
considerata l’età, sono sorprendenti.
Lo scopo
degli oggetti contenuti nel cesto è quello di offrire la massima varietà di
stimoli ai cinque sensi:
* al tatto
attraverso la diversa consistenza, forma e peso degli oggetti,
* all’olfatto attraverso la varietà di odori dei materiali,
* al gusto, quest’ambito è più limitato ma i materiali offrono sapori diversi,
* all’udito attraverso i diversi rumori offerti dalla manipolazione degli oggetti,
* alla vista attraverso il colore, la forma, la lunghezza e la lucentezza degli oggetti,
* all’olfatto attraverso la varietà di odori dei materiali,
* al gusto, quest’ambito è più limitato ma i materiali offrono sapori diversi,
* all’udito attraverso i diversi rumori offerti dalla manipolazione degli oggetti,
* alla vista attraverso il colore, la forma, la lunghezza e la lucentezza degli oggetti,
A questo
scopo nel cesto possono essere inseriti:
* oggetti di
origine naturale: pigne, conchiglie, castagne, pietre di fiume, spugne
naturali, gusci di noce di cocco,
* oggetti di materiali naturali: gomitoli di lana/cotone, sottopentola in paglia, pennelli da barba, spazzolino da denti, pettini in legno, spazzole in setole naturali
* oggetti di legno, sonaglini, mollette da bucato, anelli delle tende, cucchiai, portauova,
* oggetti di metallo, mazzi di chiavi, catenelle, fruste da cucina, pentolini, scatole dei sigari, coperchi dei vasetti di marmellata, piccole grattuge, formine per biscotti, tappo da vasca con catenella,
* oggetti in pelle, tessuto, gomma, pelo: piumino per cipria, pezzi di tubi di gomma, palla da tennis, borsette in pelle con cerniera, pacchettini ben cuciti di tessuto con lavanda, timo, chiodi di garofano, calzascarpe di osso.
* oggetti di materiali naturali: gomitoli di lana/cotone, sottopentola in paglia, pennelli da barba, spazzolino da denti, pettini in legno, spazzole in setole naturali
* oggetti di legno, sonaglini, mollette da bucato, anelli delle tende, cucchiai, portauova,
* oggetti di metallo, mazzi di chiavi, catenelle, fruste da cucina, pentolini, scatole dei sigari, coperchi dei vasetti di marmellata, piccole grattuge, formine per biscotti, tappo da vasca con catenella,
* oggetti in pelle, tessuto, gomma, pelo: piumino per cipria, pezzi di tubi di gomma, palla da tennis, borsette in pelle con cerniera, pacchettini ben cuciti di tessuto con lavanda, timo, chiodi di garofano, calzascarpe di osso.
L’IMPORTANTE
è CHE PERò IL BAMBINO NON VENGA MAI LASCIATO SOLO CON QUESTI OGGETTI SENZA LA
SUPERVISIONE DI UN ADULTO
Pubblicato anche su http://benestantiecontenti.com/2012/03/14/cestino-dei-tesori/
Pubblicato anche su http://benestantiecontenti.com/2012/03/14/cestino-dei-tesori/
Dottssa Myriam Frittoli
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