Di seguito un link per impararle tramite filastrocche o canzoni...
tabelline canterine
filastrocche delle tabelline
Ecco anche delle schede alternative...
Se avete materiale utile, da poter condividere, mandatemelo pure ;)
La scuola è
ripresa e così i compiti da fare, le pagine da studiare… |
COSA FARE
Incoraggialo e lodalo
Aiutalo a costruire la fiducia in sè
Trova qualcosa in cui riesce bene
Fagli capire che comprendete le sue difficoltà senza compatirlo
Fagli usare, dove necessario, gli strumenti compensativi
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COSA NON FARE
Evita di farlo leggere ad alta voce (se ne ha voglia, però, non impedirglielo!!)
Non correggere “tutti” gli errori nei testi scritti
Evita di fargli ricopiare il lavoro svolto
Non paragonarlo agli altri
Evita di definirlo lento, pigro, svogliato o stupido
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Il termine cognitivo sta a indicare che si indagano i processi di
pensiero e come questi influenzano e sono influenzati dalle emozioni e
dall’ambiente esterno.
Il fine della terapia quindi è modificare i pensieri e le convinzioni che risultano dolorose per le persone.
Il termine comportamentale indica che si dà molta importanza ai
comportamenti della persona.
Il fine della terapia quindi è l’analisi dei comportamenti che generano i problemi e la loro modificazione per raggiungere uno stile di vita più soddisfacente.
Questo vuol dire che agendo attivamente ed
energicamente sui nostri pensieri e sui nostri comportamenti
attuali, possiamo liberarci da molti dei problemi che ci
affliggono da tempo.
Quali persone può aiutare la Psicoterapia
Cognitivo-Comportamentale?
Negli adulti si rivolge prevalentemente a: problematiche
dell'umore (depressione); Ansia, attacchi di panico; Ossessioni e
compulsioni; Problemi alimentari (anoressia, bulimia); Stress, disturbi
psicosomatici e cefalee; Disfunzioni sessuali; Dipendenze da sostanze
(alcool, droghe); Insonnia; Problemi di coppia; Mobbing lavorativo; Problemi
di bassa autostima.
Negli bambini e adolescenti è particolarmente indicata per
problematiche relative a: Timidezza e ansia da separazione; Disturbi del
comportamento, iperattività; Disturbi dell’attenzione; Disturbi emotivi;
Comportamenti autolesivi; Disagio scolastico.
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Sempre più mi accorgo come noi "esperti" usiamo sigle che spesso, però, non vengono adeguatamente spiegate ai genitori dei nostri pazienti.