domenica 7 aprile 2013
Certificazione DSA
Sono uscite le indicazioni su come diventare professionisti per la certificazione dei DSA (io sarò tra quelli che hanno le caratteristiche per richiederla)
Anche i genitori saranno maggiormente tutelati
http://www.sanita.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=News&childpagename=DG_Sanita%2FDetail&cid=1213593881854&p=1213277054618&packedargs=locale%3D1194453881584&pagename=DG_SANWrapper
venerdì 25 gennaio 2013
Manuale medico per l'autismo
Questo piccolo manuale è
ammirevole nella capacità diraccontare in maniera semplice,
efficace ma nello stesso tempo con
rigore scientifico, il bambino con
autismo. Sarà senz’altro di aiuto ai
genitori e ai pediatri per individuare i
comportamenti sentinella nella fase
del sospetto diagnostico iniziale, ma
anche per riconoscere e comprendere
più a fondo alcuni comportamenti problema
giovedì 3 gennaio 2013
La mia esperienza con l'autismo
Desidero condividere con voi, in anteprima, l'articolo che uscirà sul giornale dell'ospedale col quale collaboro.
Quando
quasi 6 anni fa comunicai a mia mamma, insegnante di scuola elementare, che
avevo deciso di iniziare a lavorare con i bimbi con autismo, sgranò gli occhi e
mi disse un po’ preoccupata: “ma sei sicura?”. Questo è ancora a volte
l’effetto che creo quando dico di cosa mi occupo…
E
sì, perché nell’immaginario collettivo il bambino con autismo è guardato ancora
con un po’ di paura e sospetto: ci si immagina un bambino che passa tutto il
suo tempo a dondolare o a fare del male
a se stesso o agli altri.
In
realtà nella mia esperienza lavorativa di bambini così ne ho incontrati davvero
pochi… mi sono imbattuta maggiormente in bimbi come Samuele con interessi e
passioni ristrette (lui a 4 anni sapeva leggere le cartine stradali e dare le
indicazioni meglio di un navigatore) ma incapaci di rispondere a una semplice
domanda come “Che gioco vuoi fare? Cosa ti piace?”
Sicuramente
i bimbi con autismo, sono speciali, diversi ma non per questo, come a volte ci si immagina, incapaci di provare
sentimenti e affetti.
Ricordo
ancora il commento di una mia collega fisioterapista quando vide Federico,
bimbo con autismo di 4 anni non verbale, scendere dalle scale, dopo la pausa
estiva, corrermi incontro, sorridermi e
abbracciarmi…. “ma questo bimbo non è di
certo autistico!”.
Una
frase che per me è stata illuminante per riuscire ad entrare in relazione con questi
bimbi è stata quella di Therese Joliffe che afferma “ Se persone normali si trovassero su un altro pianeta con creature
aliene, probabilmente si sentirebbero spaventate, non saprebbero come fare per
adattarvisi e avrebbero sicuramente difficoltà a capire cosa pensano, sentono e
vogliono gli alieni ed a rispondere a tutto questo.” Ecco, in questi anni di lavoro con i bimbi con
autismo ho imparato a non dare nulla per scontato: a loro bisogna insegnare ad imparare, non avviene in
automatico come con tutti gli altri
bimbi e poi, quando un concetto l’hanno appreso bisogna aiutarli a generalizzarlo.
Per riuscire a insegnar loro, ho imparato ad entrare
in punta di piedi nel loro mondo, nelle loro strutture e rigidità. In fondo, se ci pensiamo bene, siamo belli
complicati. Per esempio chiamiamo con
una stessa etichetta linguistica cose ben diverse. Due esempi concreti? Chiamiamo
MELA quella rossa, gialla, verde, quella
grande e quella piccola, quella a fette, quella sbucciata e quella grattuggiata..
tutte cose in realtà percettivamente diverse. Quando diciamo a un bambino “BEVI” in realtà
con la stessa parola gli chiediamo azioni diversissime: bere da un bicchiere
(di vetro, di plastica, di carta..), a canna da una bottiglietta, con una
cannuccia, da una lattina, da una
fontanella, bere acqua , succo, coca cola….
Certo per i terapisti, gli insegnanti e i genitori tutto ciò può essere davvero faticoso
ma come afferma O.I. Lovaas “Se un
bambino non impara dal modo con cui stiamo insegnando, dobbiamo trovare un modo
migliore per insegnare”. Ricordo il
papà di Sofia che mi raccontava che diceva sempre a sua figlia “Vai a sederti
sul divano” e un giorno sfogliando con me un libretto con le immagini dei
mobili della casa Sofia mi indicò il divano e tutta orgogliosa disse
“SULDIVANO”.
Come non citare la volta che rimasi senza parole
quando dissi a Matteo di dividere le carte per giocare a rubamazzetto e lui,
con una precisione millimetrica, iniziò letteralmente a dividermi ogni singola
carta a metà. Ecco questi aneddoti possono far sorridere ma ci aiutano un po’ a
comprendere come per questi bimbi può essere davvero faticoso e a volte
frustrante adattarsi al nostro mondo fatto di linguaggio metaforico, modi di
dire, categorie…
Ecco l’obiettivo del mio lavoro: capire per ogni
singolo bambino quale è il modo migliore di insegnargli i concetti base e le
abilità quotidiane, entrare nel suo
“modo di funzionare” per fargli sperimentare e tollerare la flessibilità e
l’imprevedibilità. Tutto cìò va sempre
in concomitanza con un lavoro di rete con la scuola e la famiglia; infatti non
avrebbe senso avere un bimbo che “funziona” durante la terapia ma poi non
generalizza le abilità apprese nel suo contesto quotidiano.
Dottoressa Myriam Frittoli
lunedì 24 dicembre 2012
Auguri
I miei Auguri di Natale si trasformino in sorrisi sinceri, gioia condivisa, amore, amicizia, piccoli gesti autentici, e una famiglia che si stringe attorno al tuo cuore con tutto l’amore.
Auguri di Buon Natale e un felice 2013 !
Dottoressa Myriam Frittoli
Dottoressa Myriam Frittoli
venerdì 14 dicembre 2012
Nei panni di un dislessico
Ho trovato questo video davvero interessante
https://www.youtube.com/watch?v=9Wb7vS3k2Lc
in cui fa sperimentare cosa vuol dire avere un disturbo specifico dell'apprendimento.
https://www.youtube.com/watch?v=9Wb7vS3k2Lc
in cui fa sperimentare cosa vuol dire avere un disturbo specifico dell'apprendimento.
martedì 11 dicembre 2012
I diritti dei bambini
1 IL DIRITTO ALL'OZIO
a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti
a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti
2 IL DIRITTO A SPORCARSI
a giocare con la sabbia ,la terra ,l'erba ,le foglie , l'acqua ,i sassi ,i rametti ,ecc..
a giocare con la sabbia ,la terra ,l'erba ,le foglie , l'acqua ,i sassi ,i rametti ,ecc..
3 IL DIRITTO AGLI ODORI
a percepire il gusto degli odori,riconoscere i profumi offerti dalla natura
4 IL DIRITTO AL DIALOGO
ad ascoltare e poter prendere la parola ,interloquire e dialogare
5 IL DIRITTO ALL'USO DELLE MANI
a piantare chiodi,segare e raspare legni,scartavetrare,incollare,
6 IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO
a mangiare cibi sani fin dalla nascita,bere acqua pulita e respirare aria pura
7 IL DIRITTO ALLA STRADA
a giocare in piazza liberamente,a camminare per le strade
a giocare in piazza liberamente,a camminare per le strade
8 IL DIRITTO AL SELVAGGIO
a costruire un rifugio-gioco nei boschetti,ad avere canneti in cui nascondersi,alberi su cui arrampicarsi
9 IL DIRITTO AL SILENZIO
ad ascoltare il soffio del vento,il canto degli uccelli,il gorgogliare dell'acqua
ad ascoltare il soffio del vento,il canto degli uccelli,il gorgogliare dell'acqua
10 IL DIRITTO ALLE SFUMATURE
a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto,ad ammirare,nella notte,la luna e le stelle
a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto,ad ammirare,nella notte,la luna e le stelle
di GIANFRANCO ZAVALLONI
domenica 23 settembre 2012
Festival cultura psicologica
A tutti coloro che abitano in lombardia segnalo un evento interessante:
Io sarò tra i relatori.
Per maggiori informazioni clicca qui
IL BENESSERE A PORTATA DI MENTEPossibilità di colloqui gratuiti con psicologi.
10 giorni per scoprire, imparare, capire, riflettere su uno dei misteri più affascinanti: la mente.
Io sarò tra i relatori.
Per maggiori informazioni clicca qui
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